“Diario di bordo dal mare di Cortez” di John STEINBECK

“Diario di bordo dal mare di Cortez” è uno dei molti capolavori letterari di John Steinbeck.
Nel 1930 l’autore conosce Ed Ricketts, biologo marino, con il quale stringe una solida amicizia. Trae, inoltre, dallo stesso alcuni insegnamenti riguardanti temi naturalistici che lo avevano appassionato durante gli studi universitari di biologia, poi abbandonati.

Il libro è stato pubblicato nel 1941 ed è un diario che descrive il viaggio di ricerca via mare intrapreso da Steinbeck, Ricketts, la moglie dello scrittore e altri membri di un piccolo equipaggio. Il piccolo gruppo, partito dalla città di Monterey, in California, ha navigato sino alla costa del sud per poi giungere al mare di Cortez. Lo scopo del viaggio era quello di studiare le specie marine che popolavano quel tratto di costa.
È proprio attraverso questa avventura che i naviganti hanno avuto la possibilità di conoscere tante specie animali marine, ma anche tante realtà cittadine nuove e popolazioni diverse, con i loro usi e costumi.

Il genere dell’opera è ibrido, intersecandosi parti romanzate, con altrettante di biografia e letteratura di viaggio, nonché di saggistica.
Si alternano, infatti, narrazioni tipiche del romanzo, ad altre descrizioni molto tecniche dedicate agli organismi marini, nonché riflessioni filantropiche, sociologiche ed ecologiche. Proprio per la sua complessità di genere, la suddivisione in brevi capitoli viene in aiuto al lettore che può decidere di godersi ogni parte, seguendo il proprio personale ritmo di lettura. La scrittura è scorrevole e lo stile empatico, come da caratteristica di Steinbeck, e le parole sono usate con maestria.
Scritto negli anni ’30, questo volume è un esempio di modernità dal punto di vista lessicale, poiché, il lettore, se privato dei riferimenti temporali non darebbe lui la sua “veneranda età”.
Per ciò che concerne i protagonisti dell’opera, Steinbeck si sofferma maggiormente all’inizio su un solo personaggio, ovvero Ed Ricketts, che descrive con affetto e precisione, quasi a voler far risaltare l’importanza del legame con lo stesso, salvo poi non esaltarlo affatto nel racconto di viaggio. Degli altri componenti dell’equipaggio fa solo alcuni cenni, mentre nessuna menzione viene fatta della moglie.

Personalmente ho nutrito sentimenti contrastanti verso questo libro. Da una parte ho apprezzato, come sempre, la dovizia di Steinbeck nelle descrizioni e nella narrazione degli eventi accaduti e delle avventure intraprese. Così come la sua curiosità, competenza e riflessività che permeano molte argomentazioni del libro.
Nonostante io abbia letteralmente “divorato” il libro in una settimana, ho riscontrato difficoltà nella lettura proprio perché composto da un insieme di alcuni generi letterari diversi tra loro. In particolare, la trattazione degli aspetti legati all’ambiente marino si è rivelata ricca di terminologie tecniche che esulano da ciò che io, da lettore, stavo ricercando in quel momento, ovvero la parte avventurosa. Inoltre, dopo aver conosciuto la figura di Ed Ricketts, mi è dispiaciuto non vederlo più parte del viaggio, né ascoltare le sue considerazioni.
Nel complesso consiglio questo libro, perché da Steinbeck c’e sempre qualcosa di positivo da imparare.

Stefy

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