“Racconti di riserva – Otto piccole avventure indiane” di Paolo Valerio BELLOTTI

Titolo: Racconti di riserva – Otto piccole avventure indiane

Autore: Paolo Valerio Bellotti

Casa editrice: Bookabook

Anno: 2020

Oggi parleremo di un libro, nello specifico una raccolta di racconti, gentilmente inviatoci da un autore che si è avvalso della realtà editoriale di Bookabook al fine di pubblicare il suo testo. Per chi non conoscesse Bookabook, è una casa editrice che si avvale del crowdfunding per la pubblicazione dei propri libri. Il testo in questione, intitolato “Racconti di riserva – Otto piccole avventure indiane” di Paolo Valerio Bellotti, è attualmente in campagna di raccolta fondi per la pubblicazione.

Il libro è composto da otto racconti, ognuno dei quali narra una storia differente, per trama e personaggi. Le storie, ambientate nel Nordamerica, hanno tra i protagonisti discendenti dei Nativi americani: parlano della loro cultura, delle loro tradizioni e della loro integrazione nella società odierna.

I personaggi descritti dall’autore vivono un’intima contraddizione circa la conservazione della cultura indiana. Alcuni di loro sono molto ancorati alle tradizioni e ai valori tramandati dalle generazioni precedenti, come è narrato nel racconto “Coyote Bo”, mentre altri sono più influenzati dalla cultura occidentale e stanno pian piano perdendo questa connessione profonda, così come descritto in “There will be peace in the valley”. Inoltre, l’autore ci vuole far conoscere rituali tipici, quasi incantati e intrisi di spiritualismo, come nel racconto “La capanna del sudore”, ma anche l’essenza di vicende tramandate oralmente, come nel racconto che chiude il libro: “Il viaggiatore”.

La struttura in racconti ha permesso all’autore di poter trattare aspetti eterogenei della cultura indiana, dando al lettore la possibilità di incuriosirsi e magari di approfondire i vari argomenti. Da notare anche l’importanza che vuole dare ad alcuni aspetti linguistici, inserendo all’interno dei racconti alcune espressioni tipiche tratte dai diversi idiomi appartenenti agli Indiani d’America.

Durante la lettura e al termine della stessa, abbiamo posto dei quesiti all’autore, dapprima circa la nascita del libro, quindi sulla sua passione per la cultura dei Nativi americani, e poi sul testo. Il sentimento di vicinanza con gli Indiani d’America è nato, ci spiega l’autore, per una somiglianza esteriore. Infatti, i tratti somatici non “europei” lo hanno portato con curiosità ad accostarsi ai popoli d’oltreoceano. Per quanto riguarda il testo, siamo rimasti un po’ straniati dall’ultimo racconto, quindi abbiamo chiesto qualche delucidazione; l’autore ci ha poi spiegato molto gentilmente che una struttura del genere è voluta come richiamo alle storie tramandate oralmente.

Abbiamo scoperto con piacere questo libro, perché parla di un tema alternativo e al di fuori delle mode del momento. Ci ha a tratti anche emozionato per il tormento dei suoi personaggi, per la loro solitudine, per la loro ricerca di identità. Ringraziamo ancora una volta l’autore per la disponibilità. Se siete curiosi andate a vedere le anteprime sul sito di Bookabook e i suoi profili social.

Stefy & Marco

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