“Ragazza, donna, altro” di Bernardine EVARISTO

Oggi vorrei parlarvi di un libro che ha attratto la mia attenzione: Ragazza, donna, altro di Bernardine Evaristo. Il volume racconta gli eventi di vita e i punti di vista di dodici figure femminili, alcune di loro donne e altre ragazze. Cos’hanno in comune tra di loro? L’essere di colore, o di sangue misto; il fatto di vivere in Gran Bretagna, in una società che ha avuto un passato coloniale; il rappresentare una minoranza all’interno del Paese. Dodici storie di vita, alcune che si intrecciano tra loro, e fanno del libro un punto di riflessione per il lettore, che riceve importanti stimoli su cui soffermarsi.

L’autrice descrive molti aspetti dei suoi personaggi, in particolare quelli legati alla classe sociale, all’orientamento sessuale, alla loro storia di migrazione famigliare. Tra questi personaggi, però, vi è anche “altro”, come sottolinea il titolo del libro, ovvero donne che si riconoscono in identità differenti. Infatti, le protagoniste, vanno contro al classico stereotipo di donna britannica di colore; sono donne che contano su loro stesse, che hanno la capacità di superare i pregiudizi, donne fiere di avercela fatta nonostante le difficoltà e propense ad aiutare l’altro. I personaggi sono complessi e caratterizzati nei dettagli, tanto creare una rappresentazione chiara nella mente del lettore. L’autrice scende molto in profondità nell’intimo di queste donne, ma si focalizza anche sul loro passato, sulle loro storie. Un personaggio, però, si distingue tra tutti, quello di Penelope: una donna bianca femminista, la cui evoluzione dona al lettore il piacere di scoprire un cambiamento dietro una personalità dura e difficile.

Emerge evidente, tra le righe, la tematica dell’inclusività e della diversità, ma anche altre tematiche pregnanti: il razzismo, lo stupro, le relazioni tossiche, la famiglia, il colonialismo, il lavoro e la maternità. La società viene vista e descritta con occhi di diverse generazioni, punti di vista che talvolta si intrecciano tra loro.

Il libro, nonostante le tematiche impegnative in esso trattate, è davvero scorrevole e avvolge il lettore. La lettura è incalzante, perché le storie delle protagoniste si intrecciano tra loro in modo armonico, come se fossero minuziosamente cucite l’una all’altra. Inoltre, l’autrice ha scelto di non utilizzare la punteggiatura, tecnica dà l’impressione di leggere un fiume in piena di parole. Il testo è articolato in cinque capitoli: i primi quattro descrivono la storia delle protagoniste, mentre il quinto costituisce l’epilogo.

Ho scelto di leggere questo libro perché attratta dalla tematica dell’integrazione. Lo consiglio a tutti, perché va oltre gli stereotipi e ci regala un’immagine di donne che hanno fatto della diversità il loro punto di distinzione e di forza.

Stefy

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