“La valle dell’Eden” di John STEINBECK

Oggi sono qui per parlarvi di un libro che ho letto a gennaio e che mi ha aperto la mente: La valle dell’Eden di John Steinbeck. Quando ho sentito parlare di questo libro come “il capolavoro dei capolavori di Steinbeck” mi sono chiesta «Ma come è possibile! Cosa può esserci di meglio di Uomini e topi e Furore?» Allora, accompagnata da grande curiosità, sono andata in libreria a comprare questo libro.

Pochi giorni dopo, mi sono accomodata sul divano e ho iniziato la lettura delle prime pagine. Ed eccomi catapultata in un luogo a me non familiare, così lontano dalla Pianura Padana: la Valle del Salinas, in California settentrionale. Lì ho incontrato la famiglia Hamilton, composta da proprietari terrieri d’origine irlandese e grandi lavoratori, in particolar modo il capofamiglia Sam, un uomo buono e dall’animo nobile. Ho conosciuto poi la famiglia Trask: il padre, Cyrus, con i figli Adam e Charles, i suoi nipoti, i gemelli Caleb e Aron, ma anche la loro madre, Cathy Ames. Pagina dopo pagina, però, ho incontrato sulla strada, altri personaggi, alcuni dei quali mi sono rimasti nel cuore, come Lee, il servitore di origine cinese di casa Trask.

Ne La valle dell’Eden si intrecciano tre storie in un periodo di tempo che va dalla Guerra civile alla Prima guerra mondiale: quella degli Hamilton, famiglia materna dello scrittore stesso; quella della famiglia Trask, che spesso entra in contatto con gli Hamilton; quella di Cathy Ames. I personaggi principali coinvolti nelle vicende hanno tutti una caratterizzazione degna di nota, specialmente per quanto riguarda gli aspetti psicologici. Tutti, a loro modo, posseggono una storia, vizi, virtù e interessi. Ho avuto come l’impressione di conoscerli di persona e di vedere la loro evoluzione nella storia.

La lettura del romanzo è stata coinvolgente e scorrevole, nonostante le oltre settecento pagine! Riporre il libro sul comodino mi lasciava ogni volta un senso di dispiacere, perché ero incuriosita dal proseguo della storia. Il libro è stato capace di farmi riflettere su tematiche profonde, che toccano aspetti interiori, filosofici e religiosi. Uno dei temi principali è quello dell’assenza, nell’accezione di mancanza di un genitore, e degli effetti che ciò può comportare nella vita di un essere umano. A questo si ricollegano i temi del rifiuto, della colpa e della continua lotta tra bene e male. Viene poi anche messa in risalto la capacità dell’essere umano di cambiare il proprio destino. Queste mie impressioni sono solo una piccola parte di ciò che troverete nel libro. Ne avrei parlato ancora e ancora, ma desidero che ciascuno di voi possa ricercare al suo interno i propri significati e le proprie emozioni.

Consiglio questo libro a chi ha voglia di immergersi in una lettura profonda ed elegante, ma anche a coloro che non hanno paura di entrare in contatto con i sentimenti e le emozioni dei personaggi, anche di quelli più spietati.

Stefy

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