“Fútbol – Storie di calcio” di Osvaldo SORIANO

Sono stato un appassionato di calcio; ora sono solo un nostalgico alla ricerca di un mondo che non c’è più. In realtà, mi sono innamorato di questo sport negli anni ’90, quando già stava iniziando la sua fase decadente. Progressivamente me ne sto ancora allontanando, ma senza staccarmi del tutto, perché il mio interesse è vivo quanto basta per giocare al fantacalcio con gli amici.

Vi racconto questo perché, recentemente, ho letto un libro sul calcio che mi ha fatto ritrovare quel romanticismo che ormai ha abbandonato questo sport: Fútbol – Storie di calcio dell’autore argentino Osvaldo Soriano.

Osvaldo Soriano è stato un promettente attaccante, o centravanti per usare un termine più all’antica, fino a quando un infortunio non gli ha stroncato la carriera. In seguito ha intrapreso la carriera di cronista sportivo prima, e quella di scrittore poi, diventando uno dei romanzieri più amati dell’America meridionale.

Attraverso i racconti che compongono Fútbol – Storie di calcio lo scrittore argentino si diverte a raccontare fatti reali e inventati. Troviamo, infatti, vicende realmente accadute, come la finale del Campionato mondiale di calcio del 1950 – il cosiddetto Maracanazo −, vinta dall’Uruguay grazie al colpo di genio del capitano Obdulio Varela, che al gol del vantaggio della nazionale brasiliana, rallenta la ripresa gioco facendo raffreddare l’entusiasmo degli avversari. La partita finirà 1-2 per la sua squadra, mandando in lutto una nazione che si sentiva la vittoria in tasca. Obdulio, dopo la partita, invece di sentirsi al settimo cielo, rimane invece dispiaciuto per aver provocato tanta tristezza (si conteranno anche diversi suicidi tra la popolazione brasiliana dopo la partita). Tra le storie di fantasia scopriamo quella del Mister Peregrino Fernandez, che in una casa di riposo in Francia, non si sa se in preda a una demenza senile galoppante, racconta le sue invenzioni spettacolari come il “libero gentile” e “il centravanti elettronico”, e le sue memorie calcistiche vissute intorno al mondo. Quello che si sa è che lo rattrista aver contribuito alla scomparsa della figura degli attaccanti statici, essendo stato uno dei primi a sperimentare il “calcio totale”, quando tutti imitavano il catenaccio di Helenio Herrera. L’autore ci sorprende anche altre storie che stanno a metà tra la realtà e la leggenda, come quella del mondiale dimenticato del 1942 giocatasi, si dice, in Patagonia tra squadre di immigrati europei, una di soldati nazisti, la selezione di uruguaiana, quella brasiliana, e due squadre rappresentanti la popolazione locale: la selezione del Regno di Patagonia e quella dei Mapuches. Non mancano, poi, racconti ambientati in campi polverosi e dimenticati, come quella del Rigore più lungo del mondo, dove si racconta di un rigore durato una settimana nella partita decisiva tra due squadre di provincia.

In Fútbol possiamo assaporare queste storie e molte altre capaci di soddisfare ogni romantico palato appassionato di calcio. Osvaldo Soriano racconta tutte le storie con naturalezza, tanto da non farci capire se ciò che racconta è fantasia o realtà e quanto di autobiografico ci sia in quei racconti, parlando di calcio per parlare tra le righe “dei goal che uno si perde nella vita”.

Un libro che consiglio a tutti gli amanti del calcio e non, scritto da una penna vivace e nostalgica.

Marco

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