⚡Rubrica “Personaggi letterari”⚡

AGILULFO

“Io sono Agilulfo (respiro) Emo Bertrandino dei Guildiverni e degli altri di Corbentraz e Sura (respiro), Cavaliere di Selimpia Citeriore e Fez”.
Davanti a qualche occhio di bue che mi faceva lacrimare gli occhi (ma no lo davo a vedere) e alle ombre sedute davanti a me, pronunciavo queste parole con decisione militaresca.
Ed eccomi, la Stefy, alta un metro e sessantacinque centimetri, occhioni scuri e capelli a spaghetto neri, nei panni di Agilulfo.
Sono sempre io, nel luogo che, dopo l’acqua del mare, mi fa sentire a casa, ovvero il teatro.
È qui che mi tremano le ginocchia, che i pochi peli delle braccia che posseggo diventano irti ed è sempre qui che il mio cuore si commuove ogni volta che ho l’occasione di recitare.
Ho conosciuto Agilulfo due anni fa, quando “da vecchia”, ma perennemente determinata a dar sfogo alla mia libertà, ho deciso di studiare teatro. Avevo letto l’opera di Calvino alle scuole medie e non l’avevo molto amata.
E così ho “dovuto” riaprire quel libricino che conservavo da vent’anni per conoscere lui, il mio primo personaggio. Agilulfo.
L’ho visto arrivare di fronte a me con passo fermo e deciso, indossando una lucente armatura bianca. Sono rimasta a bocca aperta dalla sua compostezza e precisione. Avrei voluto fermarlo quando imponeva sempre la propria ragione e ispezionava gli altri compagni, come voler scovare a tutti i costi qualcosa di sbagliato. Sempre in movimento non riusciva a dormire perché doveva controllare che tutto fosse a posto. Mi sono divertita quando si è preso uno spavento vedendo i piedi nudi e gli alluci dei compagni dormienti. E poi la sua smania di controllo, la sua sofferenza per le cose fatte male, le sue crisi di rabbia improvvise quando qualcosa lo infastidiva. Mi ha fatta impazzire!
Ma poi ho provato a guardare più a fondo, sino ad osservare le sue fragilità.
In fondo Agilulfo non aveva un corpo e desiderava tanto essere come gli altri e avere buoni rapporti con i compagni. Lo sapete che era anche timido? Ma molte volte si sa, la fragilità viene anche erroneamente mascherata da superbia.
C’erano momenti in cui avvertiva di dare fastidio agli altri e questo lo faceva chiudere ancora di più. Mi si è stretto poi il cuore quando, nonostante avvertisse la spinta ai sentimenti, non ha dato loro voce. Si quindi dissolto, sino a sparire, lasciando un vuoto nei suoi fedeli amici, Gurdulù, Rambaldo e la bella Bradamante.
Agilulfo è un personaggio importante nella lettura, nonché molto attualizzato. Rappresenta la meccanicità dell’uomo, la volontà contrapposta ai sentimenti e all’emotività.
A volte molte persone nascondono dietro una bella corazza, lucida e luminosa, senza far trasparire nulla del proprio sentire. Quasi a proteggere gli aspetti sensibili e vulnerabili di sè stessi.
Le immagino tornare a casa, togliere la loro corazza e riporla ai piedi del letto. Toccandosi le giunture doloranti del corpo, finalmente boccheggiano in attesa di rivestirsi di pesantezza il giorno seguente .
Ma non è forse più bello togliere queste protezioni ed essere consapevolmente liberi di mostrarci come siamo, anche nelle nostre fragilità? Probabilmente saremmo più leggeri, meno infastiditi e arrabbiati. Forse, potremmo essere migliori.

Stefy

BILBO BAGGINS

Per il primo post della rubrica “Personaggi letterari”, oggi vorrei parlarvi di un personaggio di cui avrete quasi sicuramente sentito parlare: Bilbo Baggins.

Bilbo appartiene all’universo letterario fantasy di Arda, creato dallo scrittore britannico J.R.R. Tolkien. Protagonista assoluto del romanzo “Lo Hobbit”, ha un ruolo minore nei libri che compongono “Il signore degli anelli” e viene citato nei “Racconti incompiuti”. Di indole pacifica, abitudinario, pratico e amante delle cose semplici, nasconde dentro di sè un animo avventuriero ereditato dalla parte materna della famiglia (i Tuc). Infatti, queste due caratteristiche opposte del proprio essere, entrano in conflitto quando gli viene proposto il ruolo di Scassinatore nel progetto dei Nani per la riconquista di Erebor.

I messaggi che ha voluto trasmettere Talkien attraverso la figura di Bilbo sono molteplici, ma qui vorrei soffermarmi su un aspetto soltanto. Bilbo, così come Frodo, gioca un ruolo fondamentale nelle vicende che portano alla distruzione dell’Unico Anello nonostante siano fra le creature più indifese della Terra di Mezzo. Il messaggio che ci vuole lasciare Talkien, direttamente o indirettamente, è quello di non sottovalutare mai le capacità degli altri, perchè per quanto ci possano sembrare fragili, in realtà possono nascondere una notevole forza interiore, data dall’intelligenza emotiva, dall’arguzia e dall’amore verso il prossimo. Capacità non possedute da tante creature del mondo di Arda, che sono corrotte dall’avidità, dall’odio e dalla faziosità. Gli Hobbit, invece, hanno uno straordinario altruismo, un’incoscienza che possiamo paragonare a quella dei bambini. Questo aspetto (come molti altr), fa dell’opera di Tolkien una delle più grandi allegorie del genere umano che siano mai state scritte.

P.S. Curiosità: Bilbo e Frodo non sono in realtà zio e nipote, ma cugini, neanche troppo stretti.

Marco

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