⚡Saggi e Libri Sociali⚡

“Due Figlie”- di Leo ORTOLANI

Mi chiamo Stefania, ho 33 anni e da quasi 10 anni faccio l’Assistente Sociale.
Un po’ di tempo fa ho conosciuto Pietro e Filippo (nomi di fantasia) di 8 e 6 anni, che mi hanno detto di avere una mamma e un papà, specificando però che  “non sono realmente la loro mamma e il loro papà”. E poi, finalmente, li ho conosciuti, Giuseppe e Lorenza, coloro che hanno accolto questi due esserini vivaci nella loro vita, “perché genitori si può anche diventare in questo modo”.
Ecco il mondo dell’adozione, un percorso burocraticamente piuttosto lungo ed emotivamente delicato, in cui bambini e potenziali genitori hanno occasione di rinascere una seconda volta anche come esseri umani.

Quando vidi la copertina del volume “Due Figlie” , scritto da Leo Ortolani, ne sono rimasta subito attratta.
In questo libro, l’autore descrive il percorso di adozione internazionale che ha portato lui e la moglie a divenire genitori di due bambine di origine colombiana, Johanna e Lucy Maria.
Internamente è suddiviso in tavole grafiche, in bianco e nero, alternate a capitoli scritti, da leggere come un classico libro.
Lo stile dei testi e dei dialoghi è quello tipico di Ortolani: un umorismo che fa riflettere.
Il libro racconta il vissuto dell’autore in maniera realistica e dettagliata, non facendo mai mancare delle spiazzanti risate.

Ho apprezzato il coraggio dell’autore nel trattare un tema così delicato che coinvolge un numero considerevole di persone che, non potendo avere figli naturali, hanno voglia oppure paura di intraprendere il percorso adottivo.
Mi sono trovata invece piuttosto abbattuta nel vedere la descrizione stereotipata della figura dell’Assistente Sociale, considerato come un sadico cacciatore di inadeguatezza. Purtroppo, alcune volte accade, come in ogni settore lavorativo, che vi siano operatori poco sensibili e competenti. In altri casi, invece, le persone possono trovare davanti a se professionisti preparati, sensibili e disposti a condividere le gioie e le ansie legate a questo percorso.

Consiglio questo libro a tutti coloro che hanno voglia di conoscere aspetti legati al mondo dell’adozione internazionale in maniera esperienziale e non accademica, avendo il libro buoni spunti realistici.
Suggerisco di dare una bella occhiata al libro anche agli operatori che, come me, si occupano di questo settore assai delicato, perché possono trarre spunti dal punto di vista umano. Ascoltando i potenziali genitori e non indagando. Supportando e non giudicando, ma soprattutto per allenarsi a comprendere l’altro, aspetto essenziale anche nella vita civile quotidiana di tutti.

Stefy

“Dovremmo essere tutti femministi”- di Chimamanda Ngozi Adichie

Per la rubrica “saggi e libri sociali” parliamo oggi di femminismo. Lo voglio fare citando un libro dell’autrice africana Chimamanda Ngozi Adichie: “Dovremmo essere tutti femministi”(trascrizione di un suo celebre discorso a una conferenza TEDx).

Innanzitutto dobbiamo chiederci se il femminismo può essere davvero una delle basi per un mondo migliore. Se lo consideriamo, erroneamente, come una lotta radicale contro il maschio la risposta non può che essere negativa. La vera essenza del femminismo è, in realtà, un’altra. Non si contrappone al maschilismo in una lotta di genere all’ultimo sangue, ma è piuttosto l’affermazione della parità di genere. È la lotta contro un modello sociale, quello maschilista, che non soltanto è discriminatorio verso le donne, ma verso la varietà del genere umano. Nonostante i notevoli passi avanti che si sono fatti nel corso dell’ultimo secolo c’è ancora molto da fare. Un mondo migliore è possibile soltanto se tutti diventiamo più femministi in questo senso, se pian piano distruggiamo ciò che il modello sociale maschilista ha costruito dentro ognuno di noi con i suoi pregiudizi.

Per fare ciò si deve partire dalla base. Ce lo insegna bene l’autrice nel libro, perché pone l’accento sull’educazione dei figli. Per lei è importante, infatti, concentrarsi sulle capacità di ognuno, piuttosto che sul genere. È essenziale che i figli siano educati a provvedere a sé stessi. Non bisogna differenziare cosa insegnare alle femmine e cosa insegnare ai maschi secondo quello che il modello maschilista inconsciamente impone al nostro modo di pensare. Così, se un maschietto è più incline a cucinare perché non permettere di fargli coltivare questa passione? E se a una bambina piace dilettarsi con il bricolage perché non assecondare questa sua attitudine?

Vi lascio con l’auspicio dell’autrice in copertina: Io vorrei che tutti cominciassimo a sognare e progettare un mondo diverso. Un mondo più giusto. Un mondo di uomini e donne più felici e più fedeli a sé stessi. Ecco da dove cominciare: dobbiamo cambiare quello che insegniamo alle nostre figlie. Dobbiamo cambiare anche quello che insegniamo ai nostri figli.

Marco

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